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Cosa
farò da grande... è una domanda a cui non so ancor dar risposta. Forse
un giorno con un piede nella fossa girerò me dietro a riguardar
la vita mia per capir cosa possa dar me risposta, e forse scoprir di
non aver soddisfazione perchè tutto attorno c'è solo l'attrazione
del intero mondo. Tutto iniziò forse il dì che son nato quando
guardandomi attorno mi chiesi dove ero arrivato. L'attrazione fu
tanta che pur due estreme unzioni e litri d'acqua santa non mi
impedirono di essere qui a riempirmi d'informazioni e di giocar col tempo
col pensiero e le sensazioni. Il proseguo non fu tanto diverso
perchè i sogni d'ingegnere, chirurgo e biologista non mi tolsero la volontà
di voler esser anche un fotografo, un pittore, un
musicista. Sinceramente tutto mi sembra un gioco che per piacere e per
sado scopo mi impegna a scoprir che quello che so è ancora poco.
Più volte ho dovuto fermar la passione per potermi dare una direzione, ma
tanta fatica ho dovuto fare per potermi concentrare. Il mio difetto..
voglio saper tutto, tanto, adesso. Son entrato nei processori
scavando nei meandri dei bit remoti. Processori 6502, nibble e
flip-flop mi hanno carpito l'adolescenza. Righe di
programma,subruotine e flow-chart mi hanno forgiato l'esperienza.
L'esperienza di capir che nel caos e nella confusione ci può esser
sempre ordine e una direzione. Capir che il bello stà nella vita
ma che il difficile è comprender quando una regola sia finita. Capir
come la fantasia della musica è legata a regole ben precise. Capir che
tutto è una simbiosi contrapposta. In natura spesso ciò che sembra
perfettamente tondo è poliedrico come il mondo, e come un calcolo
preciso e quadrato lega l'universo sconfinato. La confusione entropica
di un prato di fiori si scontra col numero aureo intrinseco nella
disposizione delle sue foglie creando un'immagine imparagonabile a una
stupenda fotografia scansita in Megapixel. Se dovessi dare delle date
alla mia vita trascorsa, dei punti di riferimento, sinceramente
non ci riesco. Se dovessi dare una costante alla mi vita la cercherei
appunto nella contrapposizione di caos e numeri interi. Ogni mio luogo
è disordinato, ma nel disordine ci dev'esser ordine. Adoro la natura,
respirandola ed assaporandola per quello che offre gratuitamente,
mi sorprendo mentre l'osservo al microscopio e la analizzo al computer.
Tutto ciò mi affascina e mi spinge ad approfondire, cercare, trovare.
Nell'ordine la mia vita parte con una scatola di lego cui applicavo il
primo motore, la prima puleggia il primo elastico rubato all'ufficio di
papà e ha continuato assorbendo regole d'informatica pioneristica che
ormai pochi conoscono ( il mio primo “goto” si imprimeva su un
quaderno a quadretti del 1980), di formule da perito, di ragioneria
applicata, di stime immobiliari, di elettronica di base, di
moduli d'inviluppo, analisi acustica e programmazione ad oggetti, di
marketing d'impresa. Nella fantasia i miei ricordi partono da un foglio
bianco cui il ricordo mi riporta bambino mentre dipingevo una
pannocchia di mais dalle sfumature viola... e si confonde con la prima
nota premuta su un organ etto
Bontempi (padre di molti musicisti ora ormai quarant'enni) regalato in
un natale che mai e poi mai cancellerò. Si prosegue con la musica
su vinile, la soperta dell'arte della fotografia, il jazz, i Pink
Floyd, la biologia, la sintesi creativa, la composizione, la
sperimentazione, il suono ed il piacere della sua produzione, della sua
manipolazione. Spesso queste diversificate esperienze si uniscono e si
fondono completandosi. Il piacere della creazione e la manipolazione
del suono nato con un Roland Juno 106 si evolve con lo studio
sistematico, passando dalla fantasia alla cosienza quadratica, fino
alla manipolazione di svariate forme di sintesi dalla sottrattiva, al
campionamento, passando dalla FM, dalla Additiva, Lineare Aritmetica,
alla Distortiva correndo su Treni D'onda e viaggiando per le
Modulazioni Vettoriali. Coscienze logiche e fantasie artistiche che
s'intrecciano e si completano. Mi sono accorto, comunque, che ad un
certo punto tutto finisce quando la conoscenza mi fa
intravedere orizzonti più diversi, forse più ampi o forse no, ma
sicuramente a me sconosciuti. A vent'anni un concerto del Methiney
Group mi aprì l'animo e si può dire mi ha permesso di capire cosa
dovevo seguire, eliminando gli interessi che mi avrebbero portato ad un
dispendio d'energie. Eliminata, in parte, la computer graphics, la
programmazione commerciale e la ricerca informatica, e sviluppati altri
fronti per ovvio bisogno economico, il “verbo” divenne la musica. Un
maestro e grande amico mi diede una speranza, dopo un Niet!! del
conservatorio di Padova per età avanzata. Mi formò la mente jezzistica,
mi insegno a comprendere profondamente la musica, ad ascoltarla ad
analizzarla. Contemporaneamente in quegli anni una piccola azienda
tedesca la C-Lab sfondava il mercato musicale creando un
programma di sequencing per Atari. Si molla il beneamato Comodre 64 per
entrare nel mondo Atari ST con
interfaccia midi inclusa!!!!. Il mondo del sequencing ti permette di
creare, provare, inventare sentire. Riuscir a variare i parametri in
tempo reale ti dava la liberta che il piccolo 4 tracce comprato con i
risparmi ti impediva. La fantasia
e la sintesi cresce e ti fa aprire orizzonti. Musica commerciale,
Jingle, Jazz, Fusion, Film tutto si apre. Purtroppo si diventa grandi e
le priorità tolgono tempo e il tempo è ricerca, interesse, passione. Si
cerca di unire la passione al lavoro. Il passo parallelo del lavoro ti
porta a volte a fare delle scelte che spesso combatti a volte perdendo
a volte vincendo. Però ti creano carattere, chiarezza d'idee, forse ti
maturano, anche se al momento sto mettendo in dubbio il concetto di
maturità spesso confuso con quello di professionalità e mai
abbinato a coerenza. La conoscenza diventa spesso una droga cui non si
può e non si deve combattere. In cerca di un lavoro che conviva con la
passione, la scelta cade sempre nel suono. Suono nella sua forma, nella
sua manipolazione, nella sua arhiviazione e riproduzione. Creo uno
studio professionale, di composizione ed
arrangiamento basato sul midi sino ad evolverlo in uno studio
completo “Analog & DAW based”. La registrazione e la manipolazione
del suono altrui mi ha fatto crescere la consapevolezza di aver colmato
un'altra parte mancante o forse poco approfondita. Ho cominciato ad
ampliare la mia visione globale di musica, di gruppo, di ensable,
limitata fino a quel momento all'Io musicale. Ho maturato la
comprensione di come si può divulgare nello spazio e nel
tempo una emozione che rimarrebbe limitata solamente ad un
momento fuggente. Ho capito come esaltare quell'attimo per
ottenere il meglio di un'emozione. Il percorso partito dal “Santo
Natal” prodotto da una melodica a motore e da dei numeri
stampigliati sopra ad ogni tasto, oggi si è evoluto con la
ricerca e la consapevolezza di tentare di vedere il suono a 360 gradi.
La fantasia dell'artista, le capacità delle macchine e la potenza dei
computer creano la mia base che mi fa vedere quanto tutto è vasto e
semplice nella sua complessità. Nella mia vita potrei dire di aver
lavorato con... suonato con.... ma nulla varrebbe se non si è coscienti
di se stessi e dei propri limiti, più che dei pregi. Piuttosto
direi che nella mia vita ho giocato... e mi piace giocare... mi divere
creare mi diverte provare mi diverte guardare... 3 playstation ed
un Plasma da 50 pollici sovrastano il mio salotto; oltre 500 artisti
hanno penetrato le mie orecchie, hanno suonato con me, hanno forgiato
i miei pensieri; il computer è il mio compagno di lavoro il
portatile il mio guinzaglio. La tastiera di un Yamaha C7 è
la mia nuova amante, il Rhodes Mark II l'espressione della mia anima,
le tastiere e lo studio sono il gusto della mia mente.

Ho
vinto una scommessa aperta con quel "Niet!!!" a 19 anni, mi sono laureato
al conservatorio in “Musiche Improvvisative, Jezzistiche e
del nostro Tempo”, un blasone che mi ha solo fatto capir quanto la
voglia di colmare questo orizzonte sia grande e quando vasta è ancora
la strada. Un'altro fronte si è aperto, un altro gioco... vedremo
quanti punti riusciamo a fare, quanti record riusciremo ancora a
battere. E mentre artisticamente la mente viaggia su accordi
semidiminuiti e cadenze plagali mi rilasso rendendomi sempre più
consapevole che il bello e la perfezione sta nel semplice
tintinnio d'una goccia.

Princi's
Concert in Natale 2003
Luigi
Pellisstetti, Andrea Pivetta, Di Stefano Giuseppe, Riosa Roberto
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